Masahiko vive a Tokyo lontano dalla famiglia con cui non ha mai avuto un buon rapporto. Teppista fin da giovane, sbarca il lunario facendo da autista e guardia del corpo a prostitute d'alto bordo per un clan di yakuza. Un giorno, riceve una telefonata che lo informa dell'improvvisa morte della sorella. Durante una breve visita nella casa dei genitori, prende come ricordo della parente scomparsa un CD. Una volta tornato a casa, ascoltandolo, scopre che quella musica lo trasporta in un mondo tra il metafisico e l'ultraterreno, in cui il corpo è "corpo astrale".
Astral Project, di Takeya Shuji (竹谷州史) e marginal, narra in quattro volumi l'investigazione di Masahiko nel nuovo mondo in cui è proiettato, alla ricerca della verità sulla morte della sorella.
Costruito come un thriller, basandosi sull'ambiguità dei personaggi piuttosto che sulla presenza di antagonisti convincenti, questo lavoro sembra piuttosto utilizzare la storia del protagonista e delle persone che incontra nel suo viaggio come espediente per raccontare qualcos'altro.
Astral Project parla di vuoti spirituali, degli effetti dell'enorme quantità d'informazione con cui l'umanità in rete è bombardata in continuazione, dell'incapacità di distinguere la realtà dal virtuale
conseguenti in un'incredibile fuga di massa dalla realtà in atto in Giappone. Per far questo l'autore mete in rassegna molti dei mali sociali che affliggono il paese: a partire dal destino di chi per debiti si trova costretto a fare un lavoro degradante, come le prostitute per cui lavora Masahiko, ex idol od attrici cadute nelle mani della mala; oppure si ritrova in mezzo a una strada, come il "viaggiatore astrale" Zampanò, barbone che vive in una baracca edificata alla meglio in un parco.
Takeya e marginal non si fermano qui, ricordando i siti web per aspiranti suicidi, le sette che riempiono i vuoti spirituali di una società ormai distante da ogni sentimento religioso e da ogni rito significante, gli improvvisi scoppi di violenza, i reclusi in casa per cui ormai è impossibile un reintegro nella società.
Lo stato del paese - e dell'umanità azzardano gli autori - viene discusso da due figure archetipiche: un mostro partorito dalla mente di un character designer e l'uomo ritratto in un dipinto della serie "Studio per un ritratto di John Edwards" di Francis Bacon, corpi astrali senza un corpo reale che rappresentano un punto di vista distaccato.
I riferimenti culturali sono molti. La visione religiosa e filosofica presentata sembrerebbe rifarsi al buddismo e alle idee di Carl Gustav Jung, mentre la musica che permette al protagonista l'astrazione dal proprio corpo è di un musicista difficile e di rottura, il jazzista Albert Ayler. La storia di uno dei personaggi ricalca quella dello Zampanò ne La Strada di Federico Fellini, con cui condivide il nome oltre che la triste storia.
Astral Project è un fumetto interessante che tuttavia mi ha lasciato un po' d'insoddisfazione. Gli autori, qualunque sia stato il motivo, sembra non abbiano potuto chiudere in maniera completamente soddisfacente tutti i fili aperti nel corso della narrazione.
Pubblicato sulla rivista Comic Beam di Enterbrain! e raccolto in volume nel 2006, Astral Project è uno dei pochi fumetti editi su questa testata ad aver goduto di una traduzione in lingua italiana. L'edizione nel nostro paese è stata curata da JPop. Di Takeya Shuji, in italiano è disponibile il primo volume - di tre - di Minagoroshi no Maria (皆殺しのマリア), Maria Ammazzatutti, realizzato in collaborazione con lo sceneggiatore TDK ed edito per l'italia da d/books.