Torna in Italia Nihei Tsutomu con un'altra opera a metà tra il cyberpunk e il fantasy in cui riprende buona parte dei temi rappresentati nel lavoro che gli ha dato notorietà in tutto il mondo: "Blame!".
Quindi le "megastrutture" semi deserte e ignorate non ostante il loro incombere, a cui si aggiunge la città, anch'essa troppo grande per poter essere sufficientemente abitata; il design urbano rappresenta un'esplosione incontrollabile del cosiddetto "sprawl", sia allargato sul territorio che spinto verso l'alto. Questo dà origine a una città a più livelli che cresce senza alcuna pianificazione umana e sembra creatura viva attraversata da tubi, questa volta ricorrendo a un'estetica da incubo che può ricordare le scenografie espressioniste di certo cinema muto.
L'ambiente costruito e la città conserva quindi un ruolo fondamentale nell'opera del fumettista / architetto Nihei, lasciando tuttavia ampio spazio ad un altro dei temi caro a quest'autore: lo scontro tra super esseri che questa volta non paiono figli di un mondo in cui il confine tra rete informatica e dimensione sensibile è talmente labile da poter essere attraversato con facilità, ma unicamente dell'ingegneria genetica, recuperando alcuni delle idee più suggestive dal celebre Shinseiki Evangelion.
Le creature che danno vita ai sanguinosi combattimenti sono dotate di una funzione e di obbiettivi perseguiti con dedizione. Sono apparentemente senza una volontà propria, fatta eccezione per colui in cui si può riconoscere l'eroe; è infatti presente un elemento super eroistico in più rispetto al precedente Blame, sicuramente più vicino al "sentai" del quale fa parte Kamen Raider che al genere più squisitamente americano.
Suggestiva e spaventosa al tempo stesso è l'apparente insignificanza della morte per le super creature, che viene imposta con noncuranza dai loro padroni. Si tratta quindi di "oggetti dall'aspetto umano" organici, senza una personalità, che vengono fatti a pezzi, che si fanno a pezzi tra loro, senza che questo sembri avere conseguenze definitive sulla loro esistenza. Concetto che si estende su di un livello metaforico nella confluenza tra tecnologia, oggetto morto e l'immagine della morte che sono le "intelligenze artificiali", qui rappresentate nella riunione di un teschio umano, "animato" da tubi e cavi, e lo scheletro di un uccello; e nella rappresentazione stessa degli esseri, umani in apparenza, che trasfigurano avvolti in una "placenta" che li priva della mortalità.
Nihei si conferma, in attesa del secondo volume, un autore poco interessato a realizzare trame complesse ed avvincenti che cadono in secondo piano rispetto a rappresentazioni stimolanti sia concettualmente che esteticamente.
Un cortometraggio animato ad opera di Ian Wharton ed Edward Shires, animatori recentemente diplomatisi presso il Cumbria Institute of the Arts. Solar racconta di un mondo con un vitale e fantasioso ciclo giorno-notte. Il film è scaricabile e visibile dal sito ufficiale.
Magazine Z, la rivista per ragazzi di Kodansha, ha recentemente aperto un supplemento digitale sul quale è possibile leggere gratuitamente fumetti pubblicati sulla rivista cartacea. Su Magazine Z Zoo (si scrive Z seguito dal simbolo di infinito e si legge Zoo), questo il nome del supplemento, è possibile leggere dal 26/7 il primo capitolo del Jabberwocky di Hisa Masato (久正人). Magazine Z inoltre mette a disposizione sul servizio Yahoo Comics titoli come il remake di The Skull Man e Kamen Raider Spirits.
Un volume di lusso che raccoglie le tavole della serie Dream of a Rarebit Fiend, realizzata da Winsor McCay tra il 1904 e il 1913 con lo pseudonimo di Silas. Compilato da Ulrich Merkl, offre tavole in grande formato restaurate con mezzi digitali e un interessante apparato critico.
Nel dettaglio: una biografia dell'autore; 369 riproduzioni delle tavole nel formato di pubblicazione originario; una nutrita serie d'immagini a corredo, sia in bianco e nero che a colori, ad illustrare il background sia artistico che storico degli episodi riprodotti; due articoli di Alfredo Castelli: "Dream Travelers 1900-1947. Precursors and epigones of Winsor McCay", "A dreamer with his feet planted firmly on the ground"; un articolo di Jeremy Taylor: " Some archetypal symbolic aspects of DREAM OF THE RAREBIT FIEND".
Il materiale pubblicato si estende al supporto digitale con un DVD contenente: la scansione ad altra risoluzione di tutti gli 821 episodi conosciuti, inclusi quelli non ristampati nel libro; un catalogo ragionato degli episodi; i frammenti rimanenti del film animato realizzato da McCay: "Gertie on Tour".
Un volume ricchissimo, interessante sia per una riproposizione in unico volume della serie in qualche modo "parallela" a Little Nemo in Slumberland, altrimenti accessibile attraverso i volumi della serie "Early Woks" editi da Checker, sia per la ricchezza e la qualità del materiale proposto come approfondimento.
La rivista dedicata ad un pubblico di "giovani adulti" Comic Marble di Takeshobo, passerà ad una periodicità quadrimestrale a partire dall'edito numero 2, in vendita dal 20/7. Il terzo numero della rivista, che conterrà nuove serie di Takeshita Kenjirou (竹下けんじろう) e Nagano Akane (永野あかね), sarà in vendita il prossimo ottobre.
ZUDA COMICS, ovvero: DC comics apre al fumetto digitale. Dopo l'annuncio della collaborazione con la giapponese FLEX COMICS, lo storico editore dimostra ancora una volta un'estrema vitalità, e di voler puntare su metodi di lavorazione nuovi e poco esplorati dalle "major" al di fuori del suolo nipponico.
ZUDA COMICS si rivolge innanzi tutto agli autori non professionisti: chiunque può presentare un proprio lavoro attraverso zudacomics.com, senza obblighi per quanto riguarda i contenuti, con il solo obbligo del formato. L'opera presentata non potrà infatti essere più lunga di otto pagine e dovrà essere un inusuale "quattro terzi". Consiglio di dare un'occhiata all'accordo per maggiori dettagli.
Quello che offre DC Comics ai selezionati è innanzi tutto una visibilità di tutto rispetto; in secondo luogo, attraverso un sistema di votazioni i lettori potranno esprimere il proprio apprezzamento nei confronti delle opere e gli autori delle opere di maggior successo si vedranno offrire un contratto di un anno per pubblicare online il proprio lavoro.
Le pubblicazioni cominceranno in ottobre, al ritmo di 10 lavori mensili.
Insomma, DC Comics scommette sul web non solo come mezzo di distribuzione ma come fucina di nuovi talenti, utilizzando le potenzialità di tecnologie "sociali" consolidate per permettere ai lettori di interagire con gli autori e l'editore.
Le reazioni su suolo statunitense sono disparate: da chi trova evanescente il "formato imprenditoriale" scelto da DC, chi si preoccupa della qualità delle opere presentate, mentre il punto focale, e direi il più interessante, sembra essere quello che riguarda i diritti sulle opere pubblicate. Per quanto mi riguarda, sono curioso di vedere se la scelta del web come ambiente per trovare nuovi talenti si rivelerà o meno azzeccata, sia dal punto di vista della qualità degli autori - considerato quello che si vede pubblicato in rete non ho molti dubbi a riguardo - che dal punto di vista economico.
Chiude un'altra testata di fumetti dedicati ad un pubblico di giovani ragazzi. Shounen Fang di Leedsha sospenderà le pubblicazioni dopo un solo anno di vita con il numero di settembre, in vendita il 19/7.
Questa notizia segue di poco più di un mese l'annuncio della distribuzione gratuita dei fumetti serializzati sulla rivista attraverso il servizio Yahoo Comics.
Con il numero 12/2007, in vendita il 2/11, cesseranno le pubblicazioni della storica rivista Comic BomBom di Kodansha. La testata, nata nel 1981 e rivolta ad un pubblico formato da studenti delle medie, ha accusato un considerevole calo nelle vendite, passando dalle 750 mila copie alle attuali 50 mila. Come nel caso di Shueisha con Shounen Jump, l'editore ha pianificato il lancio di una nuova rivista, molto probabilmente con un formato più consono al volume di vendite, prevista per la primavera dell'anno prossimo. Il nome della nuova testata sarà Shounen Rival.
La galleria modenese d406 ospita in questo periodo la mostra NO ONE WOULD PAINT FOR LESS, dedicata alla coppia di artisti modenesi Lorenzo Fonda e Francesco Bevin. Centoventi disegni realizzati per il video della canzone “no one would riot for less” degli americani Bright Eyes costituiscono il nucleo della mostra, arricchito da alcuni disegni di Bevin realizzati per l'occasione e una serie di stampe che hanno come tema il circo. Per il comunicato stampa vi rimando qui. La mostra sarà aperta fino al 26 luglio, presso la galleria d406 sita in via Cardinal Morone 31/33, Modena.
Una serie di brevissimi corti in "claymation" realizzati da Aardman. Oltre a quello pubblicato qui sotto, cercando Purple and Brown su Youtube se ne trovano molti altri.
Fotografia, collage, illustrazione, street art, design. Arte visiva in generale è il tema della rivista interamente digitale (e interamente gratuita) Ideafixa Art e-Magazine, giunta al primo anno di pubblicazione con la settima uscita dedicata al colore. Oltre alla qualità del materiale pubblicato, l'idea interessante dietro questa rivista è l'essere una vetrina per gli artisti selezionati: Ideafixa accoglie liberamente proposte di materiale che segua il tema scelto per l'uscita successiva. I sette numeri pubblicati fin'ora hanno avuto come temi: il sesso, la metropoli, il rock, la science fiction, la donna, il surrealismo e il colore.
Sono molte le riviste antologiche a fumetti giapponesi che festeggiano anniversari importanti quest'anno. Young King, testata storica di Shounengaosha, compie i vent'anni di pubblicazione, commemorati con edizioni speciali della rivista che comprenderanno, in un totale di 500 pagine, 100 pagine di racconti brevi oltre le usuali pubblicazioni. Cinque numeri speciali, a partire dal numero 15 in vendita dal 9/7, per un totale di 2000 pagine con una ricchissima line-up che comprende: Tribals di Yogo Yuuki (余湖裕輝) e Tabata Yoshiaki (田畑由秋), Gang King di Yanauchi Daiju (柳内大樹), Iketeru Futari di Sano Takashi (佐野タカシ) e diversi altri titoli.
Online, sul sito ufficiale, il trailer di Ghost Hound, serie realizzata per il ventennale di Production I.G., ideata da Production I.G. e Shirow Masamune.
Il 4/7 è stata annunciata la fusione tra gli studi d'animazione Production I.G. e l'editore Mag Garden. L'operazione, intrapresa per affrontare l'attuale contrazione sia del mercato delle riviste a fumetti che dell'animazione per l'home video, sarà effettuata in due riprese. Dal 1/11 Production I.G. assumerà il marchio (provvisorio) IG Port. Dal 1/12 sarà il turno dell'editore Mag Garden effettuare il trasferimento del proprio capitale azionario. Quest'operazione evolve l'attuale rapporto di collaborazione tra le due aziende in virtù della quale sono state prodotto diverse trasposizioni da fumetti editi da Mag Garden attraverso Xebec, sussidiaria di Production I.G.