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Mi sono imbattuto in Tokyo Tribe 2 per caso, credo due anni fa.
Devo dire che il primo volume non mi colpì per nulla, tra un disegno al limite dell'amatoriale e trovate grottesche, talvolta semplicemente di pessimo gusto.
Se leghiamo questo ad una trama un poco scontata che vede gang battersi per la difesa del proprio territorio e due ex compagni di scuola confrontarsi, il fumetto in questione sembrerebbe qualcosa meritevole di poca considerazione, eppure... Eppure Tokyo Tribe 2 (TT2) di Santa Ionue è un vero e proprio - piccolo? - fenomeno sociale.
In un certo senso anticipatore della cultura (moda) Afro/hip hop alla giapponese, Tokyo Tribe 2, seguito del volume singolo "Tokyo Tribe" viene pubblicato a partire dal 1997 sulla rivista di moda "skater" Boon di Shodensha (http://www.shodensha.co.jp/n-boon/index.html).
Nel 1999 partecipa al premio Tezuka per la cultura senza raccogliere successo.
Innegabile invece il successo di pubblico, diverso da quello abituale che legge shounen o seinen manga.
La pubblicazione su una rivista diversa dalle usuali antologie di fumetti lo colloca al di fuori della rigidezza dei generi di cui sopra. Se volessimo catalogarlo, forse fumetto "hip hop" sarebbe adeguato.
Un vero e proprio brand, "SANTASTIC!", sotto il quale vengono distribuiti sia il fumetto che un buon numero di gadget, action figures (http://www.santa.co.jp/wear/gangu/top_gangu.html) e - naturalmente? - abbigliamento (http://www.santa.co.jp/wear/top.html).
Un negozio dedicato alla serie ed ai prodotti collegati sito in Shibuya. Ora l'annuncio che Madhouse ha intenzione di produrre per l'autunno prossimo una serie televisiva tratta da questo fumetto.
Non ostante tutto, TT2 non è un fumetto che si possa ignorare. Un'edizione in lingua inglese esiste, arrivata al 5° volume, pubblicata da Tokyo POP con il titolo di "Tokyo Tribes". Un'edizione italiana latita.
Santa Inoue debutta su Young Sunday nel 1989 con il fumetto "Maadaa", vincendo il premio per il miglior esordiente. Oltre a TT2, ha realizzato: Bunbukuchagama daimaou, Tokyo Tribe, Rinjin 13gou, Konressha, MonMon, Born 2 die, Tokyo Graffiti, Tokyo Drive, Inoue Santa.
L'autore mette a disposizione sul proprio sito un'estratto del primo volume a questo indirizzo: http://www.santastic.co.jp/tt2/tt.html.

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Il 20/1 sono stati assegnati i premi Shogakukan per il miglior fumetto. La manifestazione, giunta alla cinquantunesima edizione, ha premiato:

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Cartoonbrew segnala il cortometraggio "Negadon, the moster from Mars". Venticinque minuti interamente realizzati in computer grafica di omaggio ai "film con i mostri" (kaijuu) quali Gojira, Gamera.
Diretto da Awazu Jun e prodotto da Studio Magara, non è il primo "tokusatsu" indipendente, ricca in tale ambito è la produzione di serie assimilabili ad Ultraman, ma sicuramente è il primo cortometraggio indipendente dedicato ai kaijuu. A giudicare dal trailer anche di ottima fattura.
Il sito ufficiale del cortometraggio, distribuito, qui nessuna sorpresa, da Mangazoo e CwFilms (Hoshi no Koe, per intenderci), è http://www.h2.dion.ne.jp/~magara/project.html. Nella pagina inglese sono disponibili tutte le informazioni necessarie e tre trailer in formato Mpeg.
Il cortometraggio è disponibile in formato DVD al costo di 3360yen.

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Rileggere Shutendouji ha stimolato in me una riflessione piuttosto amara: non ci si dovrebbe più stupire che il fumetto giapponese venga da taluni considerato scadente a prescindere quando ci sono altri che propugnano l'opera omnia di Nagai come quanto di meglio la scuola del fumetto nipponico abbia mai prodotto.
Jiro Shutendo in compagnia di un cast piuttosto variegato contro gli Oni e i fantasmi della mente,tra viaggi spaziali e folklore nipponico. Confusi?
Questa volta rifacendosi fortemente all'iconografia nipponica, l'autore confeziona una storia grandemente basata sull'azione e l'orrore che sconfina spesso nella fantascienza con viaggi nel tempo e "dimensioni parallele".
Il fumetto di Nagai si conferma nuovamente come fumetto "fisico", dove la parte visiva, l'intensità delle immagini e l'emozione che suscitano nel lettore, predomina sul racconto, che si divide in due parti piuttosto precise pur facendo parte di un tutt'uno un po' meno lineare (e confusionario) del solito.
Partendo come horror d'ambientazione scolastica dove le visioni di Nagai danno il meglio, Shutendouji passa ad un parallelo tra una fantascienza piuttosto infantile, di un'ingenuità disarmate nello scontro con Ironkaiser, dove la componente visiva diventa irrilevante e un horror storico (che si rifà alla leggenda nipponica di, appunto, Shutendouji)dove la componente narrativa è difficilmente apprezzabile.
Nagai attinge a piene mani dalla sua personale mitologia riutilizzando, come usuale, design di personaggi e di meccanismi per confezionare un fumetto che parte bene ma diventa un'improbabile miscela che attraversa non solo i generi ma anche i "target" scontentando tutti.
Apprezzabilissime le tavole visionarie dell'autore, che tuttavia non riescono da sole a far diventare Shutendouji qualcosa da prendere in considerazione ed a salvare da una lettura noiosa.
In appendice al volume edito da d/books, il "pilota" di questa serie. Una sorta di miscuglio tra Devilman e Violence Jack, irrilevante più del resto.
voto 5
Prime news del 2006! Buon anno! あけましておめでとうございます!
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