Un fantasy molto contaminato dove gli studenti stregoni sconfinano nella città di Hole per far pratica a spese delle persone "non magiche", dove la magia è una sorta di fumo secreto dal corpo che contamina, inquina e altera geneticamente un po' come le radiazioni.
Una coppia di cacciatori di stregoni si muove alla ricerca di un misterioso personaggio, utilizzando truculenti metodi d'interrogatorio e non facendosi scrupoli nell'ammazzare ogni stregone che capiti a tiro come se fosse una mosca.
Una coppia di stregoni, assassini prezzolati, che sembrano usciti da un film di Tarantino, o meglio, da un libro di Bukowski.
Sembra l'ennesimo fumetto di combattimento dove super esseri si scontrano mossi dalla fiamma di battersi con avversari forti e il sottotitolo italiano non aiuta di certo a dare un'impressione diversa.
Non è fortunatamente questa la strada intrapresa da Hayashida, che appare quasi da subito intenzionato a realizzare qualcosa di più interessante, narrando talvolta in modo diverso dallo standard d'intrattenimento nipponico (La vita quotidiana di Cayman).
L'autore si dedica costruire e descrivere un mondo e una società tra il bizzarro e il grottesco, senza curarsi troppo della semplice trama che tiene insieme quelli che sono sostanzialmente racconti brevi nei quali i personaggi ricorrono.
L'investigazione e i combattimenti lasciano spesso spazio a digressioni umoristiche quali improbabili partite baseball tra "mostri" e parodie dei film di zombie, od a episodi di banale vita quotidiana come lo shopping al locale centro commerciale.
Dorohedoro è alla fine una sorta di "crime comic" incrociato con Appleseed, dove l'umorismo grottesco si sostituisce a quella "nero" più usuale. L'autore riesce a rendere talmente "non umani" i personaggi che s'innesca almeno un po' della sospensione dell'incredulità tipica dei cartoon e delle strisce umoristiche, dalle quali riprende alcuni dei "leit motif" e alcuni dei personaggi tipici quali "la vittima", qui riconoscibile in Ebisu e talvolta nel suo sfortunato "compagno".
Notevole la vena "occidentale" che va dal succitato "crime comic", alla vicinanza con le strisce, alla tarantiniana coppia di stregoni assassini che si rifà alla "nostrana" coppia pressoché invincibile e un po' guascona, dotata d'enorme appetito, incarnata per esempio dai francesi Aserix e Obelix.
Un fumetto più complesso di quello che sembra, più interessante di quello che sembra.
Hayashida sembra essere pressoché libero di dar sfogo alla propria creatività e dimostra di avere più idee di molti connazionali. Tuttavia si ha la sensazione che il fumetto possa degenerare da un momento all'altro in pura e gratuita demenzialità.
voto 7

Se questo blog pare sonnacchioso rispetto a prima, la fanzine non sembra essere molto più attiva. Segnalo una recensione del film "Le Cronache di Narnia", scritta da me, una recensione del film "Harry Potter e il calice di fuoco" scritta dal prode macchan e alcune recensioni che hanno dovuto aspettare un bel po' per essere pubblicate (mea culpa): del film "Edison City", sempre di macchan, e una recensione dei volumi 2 e 3 del "Amon" di Kinutani Yu, scritta da pchan.
Altre recensioni aspettano la pubblicazione. Nei prossimi giorni mi darò da fare.
Aggiornamento natalizio un po' per fare gli auguri di buon Natale e, visto che sono in ritardo, ne approfitto per fare quelli di felice anno nuovo in anticipo di una settimana.
Mi rendo conto di non aver pubblicato altro che news da quasi un mese. Di articoli da scrivere ne avrei qualcuno e, con calma, nel periodo che viene qualcosa scriverò di sicuro. Nel frattempo, qualcosa di mio è stato pubblicato anche qui.
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Ricevo e pubblico il seguente comunicato stampa:
Star Wars: analisi dell'esalogia
di Fulvio Gatti, Larcher Editore, 256 pag.
Quarta di copertina Per trent'anni Star Wars ha trasformato ogni appuntamento con i suoi episodi in un evento seguito da milioni di appassionati. Un fenomeno di massa e, in certi casi, di culto, sul quale ogni amante del genere fantastico non può che soffermarsi con interesse. Ecco allora un saggio sull'esalogia di Star Wars. Un saggio che non ha certo pretese di esaustività, ma che grazie alla piacevole e intelligente scrittura di Fulvio Gatti riuscirà a tracciare per voi una visione d'insieme e a rendere (se non completa) almeno più ricca la vostra conoscenza di questo prodotto meraviglioso, narrandovi i retroscena, raccontandovi dettagliatamente le trame e aprendo alla vista uno scorcio sul mondo che attorno al sub-mondo delle Guerre Stellari ruota come attorno a sole di una galassia lontana lontana...
L'autore Fulvio Gatti. Torinese di nascita, vive tra Torino e le campagne del Monferrato. Ha collaborato a varie testate del circuito Delos Network e collabora col periodico No Quarter e con il settimanale locale L'Ancora di Acqui Terme. È Guida a Guerre Stellari per il portale SuperEva.
Struttura del saggio Il libro si articola come un'analisi attenta, pur se non troppo tecnica a favore dell'agilità di lettura, del fenomeno Star Wars, a partire dai film. Per ognuno dei sei episodi, si esplora il suo contenuto e la sua
struttura (Dentro il film), la storia della sua realizzazione (Dietro il film), gli attori che vi presero parte (I protagonisti) e le persone che contribuirono alla realizzazione (Gli autori). Per quanto riguarda la trilogia classica, di ogni film si trattano anche le differenze tra la versione uscita in sala all'epoca e l'Edizione Speciale, comprese le polemiche annesse. I capitoli successivi alla trattazione delle singole pellicole riguardano rispettivamente l'adattamento italiano della trilogia classica (Localizzazione), che dà spazio in particolare a interviste ad alcuni doppiatori e al direttore del doppiaggio Mario Maldesi; una collocazione della saga nella storia del cinema, con i suoi predecessori, gli imitatori, le citazioni (Debiti e crediti); il fenomeno dell'Expanded Universe, riepilogato a partire dalla sua nascita fino all'esplosione attuale (Oltre i film); contenuto extra di questo capitolo è un'utile cronologia dettagliata degli eventi e dei libri e fumetti che compongono l'Expanded Universe; infine, il multiforme universo dei fan italiani (Fandom), con interviste e interventi dei principali gruppi. In appendice, un glossario semiserio, utile guida per i meno avvezzi alle terminologie starwarsiane, ma anche ironico divertissement per chi la saga invece la conosce bene.
Origine e intenzioni Il libro nasce innanzitutto dalla forte passione dell'autore per la trilogia classica, interesse che non è mai stato esclusivamente passivo. Alle letture molteplici sulla saga, Fulvio Gatti infatti ha da sempre
affiancato studi personali sulle caratteristiche peculiari dei film, che li rendono qualcosa di così unico nella storia del cinema, in grado di influenzarne il futuro e allo stesso tempo di non lasciare eredi all'altezza. Un aiuto nel rispondere alla domanda su quale sia il segreto di Star Wars, è giunto tramite le letture di narratologia: Chris Vogler e il Viaggio dell'eroe prima, interessante teoria sul cinema contemporaneo in cui si pesca a piene mani dall'opera di Lucas, via via risalendo fino a Joseph Campbell (influenza dichiarata sia di Lucas, che di Vogler) e alla Morfologia della fiaba di Vladimir Propp. Rilievo nel saggio è dato al sistema dei personaggi unico, per analizzare il quale si fa ricorso
sia a Propp che a Vogler. Ma Star Wars non è solo inconfondibile dal punto di vista cinematografico, lo è anche nella storia della sua realizzazione, quasi avventurosa quanto le vicende che racconta. Ecco allora quasi due anni di ricerche su libri specifici in lingua originale, e riviste dell'epoca, come intere annate di Starlog, da cui è stato possibile, grazie a interviste realizzate nel pieno dell'uscita dei film, ricostruire anche momenti non sempre ricordati da molti documentari prodotti dalla Lucasfilm stessa.
Sebbene molti aspetti siano già noti da parte dei fan più documentati, il libro si propone di fornire anche a loro una prima ipotesi di analisi degnamente argomentata e sviluppata, a partire da competenze che abbracciano l'intera storia del cinema, in merito alla saga stessa. In fondo, come tutte le opere critiche, nulla più di un'opinione personale, condivisibile o meno, ma con lo scopo di attribuire alla saga quella dignità di classico che, con il trentennale prossimo di Guerre Stellari, essa si merita ormai ampiamente.
