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L'immagine qui sotto? Non si tratta di una tavola realizzata da Taniguchi Jirou per qualche suo fumetto e neppure una tavola dei colorati manga di Ooshiro Noboru.
Si tratta di una stampa appartenente a quello che viene chiamato "Ukiyo e", realizzata da Utagawa Hiroshige e intitolata "Saruwakachou yoru no kei" (Veduta notturna di Saruwakachou).
Datata 1856, direi già contaminata da influssi occidentali (la prospettiva), a parer mio potrebbe tranquillamente confondersi con alcune delle tavole degli autori citati più sopra.
In un paese come il Giappone, dove la pittura non è mai stata volontà di riproduzione della realtà ma intento "impressionistico" con risultati estremamente stilizzati e nel contempo espressivi; dove la scrittura stessa avviene tramite un ibrido di parola e immagine; dove nei secoli prima del novecento sono comparsi numerosi "protofumetti", dalle pergamene come "Obusuma Saburo emaki" ai cosiddetti "Toba e", libretti a sfondo satirico che mischiano testo e immagini.
In un paese come questo è curioso notare come il fumetto sia stato importato dall'Europa e successivamente dagli Stati Uniti,
sottoforma di vignetta prima e striscia poi, e non si sia sviluppato autonomamente come naturale conseguenza di tentativi passati, se così li vogliamo chiamare, e di una cultura così vicina ad una comunicazione ibrida di parola e immagine.
Gli autori giapponesi, dal quel che ho potuto leggere finora (poco, vista la straordinaria difficoltà nel reperire i titoli salvo provvidenziali ristampe. Grazie Shogakukan), hanno dapprima abbracciato il modello della vignetta e della striscia europeo, successivamente il modello "Yellow Kid", con il Shouchan no Bouken della coppia Kabashima Ryosuke, Oda Nobuhiro.
Salvo i temi, adattati al folklore e alla società locale, il "modello" è indubbiamente occidentale "d'importazione", tanto che le somiglianze tra Shouchan e il Tin Tin di Hergé sono sorprendenti.
Un recupero completo dell'estetica locale, nonché una distinzione dal modo di fare fumetto occidentale europeo e nord americano tanto grande da far finalmente pensare ad una scuola autoctona, avverrà molti anni dopo con autori come Ooshiro Noboru.
Ooshiro Noboru - Kisha Ryoko (1942)

Pubblicato nel 1942, nel pieno della Guerra del Pacifico, Kisha Ryoko, Viaggio in treno (a vapore), è probabilmente l'opera più importante di Ooshiro Noboru, già autore del fantascientifico Kasei Tanken (spedizione su Marte) insieme ad Asahi Tarou e di Yukaina Tekkousho (L'allegro stabilimento siderurgico).
Composta da un nucleo narrativo e da alcune storie brevi inserite in esso, narra del viaggio in treno da Tokyo a Kyoto di una coppia padre figlio.
Meno "didattico" dei lavori precedenti, non avventuroso non ostante il tema del viaggio rimanga centrale, il fumetto si divide tra la rappresentazione dei paesaggi del Giappone anni '40 e i racconti, narrati al bambino dal padre e da altri viaggiatori, di leggende locali e di fatti storici che hanno interessato le zone attraversate dal treno.
Con l'eccezione di un racconto su come si realizza un cortometraggio animato, spiegazione di un personaggio stranamente simile a Tezuka Osamu, che in quegli anni frequentava le istituzioni scolastiche.

L'autore pratica questa volta una distinzione netta tra "racconto nel racconto" e la rappresentazione del Giappone dei viaggiatori.
Mentre le leggende sono disegnate con l'usuale tratto "cartoonesco" e parco di dettagli al quale ci ha abituato l'autore, i paesaggi che attraversa il treno nella sua corsa sono particolareggiati, pur non cercando il fotorealismo.

In Kisha Ryoko è evidente, non ostante la diversità del mezzo espressivo utilizzato, una continuità (per lo meno l'ispirazione) con artisti quali Utagawa Hiroshige e altri paesaggisti dello "Ukiyo e", nella volontà dell'autore di riprodurre i luoghi del proprio paese attraversati dalla linea ferroviaria.
Ma ciò che stacca di più questo lavoro di Ooshiro con i suoi lavori precedenti, e con il lavoro dei suoi colleghi giapponesi, è un uso mai visto prima delle inquadrature. Abbandonato il "punto fisso" d'inquadratura per il quale la vignetta è una sorta di palcoscenico dove recitano i personaggi, Ooshiro utilizza inquadrature da vari angoli nel rappresentare scene altrimenti estremamente statiche.
Un fumetto che rompe con il passato con la produzione fumettistica precedente riallacciandosi alla tradizione locale e apre la strada a quello che sarà il "manga moderno", la scuola giapponese di Tezuka Osamu e della pietra miliare Shin Takarajima.

Reperibilità Kisha Ryoko è facilmente reperibile in quanto recentemente ristampato da Shogakukan, nella collana Shogakukan Creative, come altre opere del maestro Ooshiro.
L'immagine qui sotto? Non si tratta di una tavola realizzata da Taniguchi Jirou per qualche suo fumetto e neppure una tavola dei colorati manga di Ooshiro Noboru.
Si tratta di una stampa appartenente a quello che viene chiamato Ukiyo e, realizzata da Hiroshige Utagawa e intitolata "Saruwakachou yoru no kei" (Veduta notturna di Saruwakachou).
Datata 1856, direi già contaminata da influssi occidentali (la prospettiva), a parer mio potrebbe tranquillamente confondersi con alcune delle tavole degli autori citati più sopra.

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Devilman con una protagonista femminile non può che divenire una sorta di Urotsukidouji?
Nagai pesca dalla sua sterminata produzione e realizza la versione al femminile di uno dei suoi personaggi meglio riusciti. Devilman diventa una DevilLady, sorta di "eroina metamorfica", come la capostipite Cutey Honey e le mille altre che le sono succedute; rivolta ad un pubblico decisamente adulto visto le spropositate quantità di sesso, più o meno giustificate dalla natura dei correnti nemici dell'umanità, che ci propina l'autore.
Accantonato lo spettro del terrore atomico, al suo posto quello della "paura genetica". Il risultato non cambia di molto, con l'umanità a lottare contro il nemico usando le sue stesse armi. Stesso tema presente in Devilman, che ha dalla sua l'essere stato concepito trent'anni prima di questo DevilLady.
Nei primi otto numeri della serie (di 17 volumi), prevale una natura episodica con la protagonista a scontrarsi con il mostro di turno. Tipica la caratterizzazione dei criminali e dei teppisti, eccessiva per sottolineare ancora una volta come l'uomo sappia essere "più mostruoso dei mostri", mentre il "demone" che la protagonista combatte ha di solito una storia tragica alle spalle.
Nagai sembra poi puntare al recupero e alla contaminazione con la serie dalla quale questa deriva, con la sensazione che voglia tornare ai temi e alle atmosfere che hanno contraddistinto il ben più rilevate Devilman con una probabile "integrazione" delle due serie.
Una fumetto che piacerà forse ai fan del papà di Mazinger ma che riesce piuttosto di rado raggiungere il livello dell'illustre predecessore, con il quale il confronto resta impietoso.
voto 6
Nota: Per chi non lo conoscesse, Urotsukidouji è un famigerato (famoso?) anime pornografico nel quale il piatto forte è lo stupro di diverse fanciulle da parte di esseri bestiali dotati di multipli falli e amenità simili. Non che questo DevilLady gli sia pari, non si tratta certamente di un fumetto pornografico, ma lo ricorda con insistenza.

Ambientazione fantascientifica, nemici che tornano dal passato, altri, che dopo aver tramato per secoli in incognito, decidono di agire; e due ragazzini in fuga dalla guerra in un mondo che sta per essere inghiottito dal deserto.
Dall'animazione giapponese (Kaze no tani no Nausica, Fushigi no Umi no Nadia), oltre che alcuni temi e alcuni personaggi, questo fumetto sembra aver ereditato anche una certa rilassatezza nei ritmi di narrazione; per questo un po' risente della serializzazione "alla francese".
Tuttavia, dopo un primo volume che si può considerare una sorta d'introduzione dei personaggi e dell'ambientazione con una storia un po' evanescente, nel secondo le cose si fanno più interessanti e la storia prende finalmente consistenza.
Permangono personaggi in alcuni frangenti non propriamente espressivi, scene drammatiche che convincono poco e sequenze che richiedono più di una lettura per essere comprese.
L'anello dei sette mondi, prodotto dal quasi omonimo studio, offre un'ambientazione interessante e una trama che si fa complessa man mano che si sviluppa nei due volumi che fin'ora compongono la serie.
voto 6

Esce il primo numero di Nonzi, rivista (tematica) di "fumetto altrimenti negato", oppure è uscito da un sacco di tempo e lo trovo solo ora. Volume dedicato al tema "quartieri"(mentre il numero zero aveva come tema "capelli") presenta brevi storie a fumetti autoconclusive realizzate da: Federica Alanja, Valerio Bindi, Andrea Bruno, Claudio Calia, Davide Catania, Tihomir Celanovic, Marco Corona, Gabriella Davì, Michela De Domenico, Edoardo De Falchi, Daniel Egnéus, Arnaud Gaumet, Francesca Germandi, Giada Giusti, Stefano Misesti, Mabel Morri, Giacomo Nanni, Marino Neri, Claudio Parentela e Alessio Spataro.
Esplorando tutti i significati della parola "quartiere", eseplificati nel "racconto definizione" di Giacomo Nanni che fa un po' da capofila al resto della raccolta, il primo volume di Nonzi presenta racconti che spaziano dall'autobiografico, alla storia di vita, al racconto dal sapore politico.
Rivista che si conferma interessante. I prossimi numeri saranno dedicati ai temi: "conflitti", "revisionismo disneyano", "italiani brava gente".
Nonzi, rivista di "fumetto altrimenti negato", è edito da Edizioni Interculturali.

C'era una volta. C'era una volta una legenda che spiegava come leggere i voti che do e che danno anche i miei compari, talvolta, sulla fanzine.
Così, muti, in effetti fanno un po' paura; ribrezzo, fanno indignare; ma poverini, gli è stata tolta la voce.
Per riparare alla manchevolezza di non aver ripubblicato la chiave di lettura, che sulla vecchia versione della fanzine c'era, la fornisco qui di seguito: il 10, che non verrà dato mai, corrisponde al "capolavoro". Non verrà dato mai innanzi tutto perché dubito di essere in grado di individuare il capolavoro assoluto e indiscutibile che svetta su tutte le altre opere.
Di 9 ne vedrete pochi. Corrispondono alla pietra miliare, all'opera imprescindibile, all'opera che apre o anticipa, o si stacca dal resto delle contemporanee. Di questi ne vedrete pochi, anche per il motivo di cui sopra. Anzi, per dirla tutta una volta se ne discuteva tra di noi, prima di darne uno. Fino ad ora se ne sono dati due, e su uno ho dei ripensamenti.
8 è qualcosa da leggere, assolutamente, mentre il 7 viene dato a qualcosa che vale la pena di leggere, se capita. 6, infine, è qualcosa che potrebbe piacere solo all'appassionato, non importa se del genere o dell'autore.
Faranno indignare lo stesso ma, per come la penso, 6 e 6.5 non vogliono certo dire che l'opera abbia qualche manchevolezza grave, anzi...
Emanuele Tenderini (100 Anime, Wondercity) promuove il primo corso di colorazione digitale per fumetti.
Per una presentazione esauriente e canali di contatto, rimando al manifesto riportato qui di seguito (clickarci sopra per una versione in dimensioni leggibili).
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Qui di seguito il programma del Comic Contest 2005 promosso dalla Scuola Iternazionale di Comics di Firenze. Un po' tardi per assistere all'incontro/workshop con Paul Karasik, autore di "Città di Vetro" edito in Italia da Coconino Press, ma c'è ancora tempo per incontrare Don Rosa, domani 6 ottobre.
PROGRAMMA DEL COMICS CONTEST:
Giovedì 29 settembre ore 16,00 INAUGURAZIONE DELL’EVENTO
ore 17,00: Daniela Lastri, Assessore alla Pubblica Istruzione e Politiche Giovanili del Comune di Firenze, e Marco Bianchini, Direttore Artistico della Scuola Internazionale di Comics premieranno i vincitori del Concorso nazionale “Matite per la Pace” . Partecipa Emergency - Firenze.
ore 18,00: Presentazione della Scuola Internazionale di Comics e del nuovo Anno Accademico.
ore 18,30 Aperitivo
Venerdì 30 settembre dalle ore 16,00 alle ore 20,00
INCONTRO E WORKSHOP CON PAUL KARASIK
Illustrazione del lavoro e dell’opera dell’autore. Presentazione del libro “Città di Vetro” pubblicato in Italia da Coconino Press, tratto dal celebre e omonimo romanzo di Paul Auster, realizzato da David Mazzucchelli e Paul Karasik.
Paul Karasik ha studiato alla School of Visual Arts di New York, dove è stato allievo di Will Eisner, Harvey Kurtzman e Art Spiegelman. Proprio all’autore di Maus si deve il coinvolgimento di Paul Karasik nel complesso progetto di adattare a fumetti il complesso romanzo “Città di vetro”.
Dichiara in proposito Spiegelman: “Karasik aveva costantemente dimostrato di avere un grande talento per le soluzioni plausibili e intelligenti”.
“Città di vetro”, rappresenta le vette più alte della cosiddetta graphic novel, una rielaborazione perfetta nel linguaggio dei comics di un romanzo labirintico, in cui le parole e il loro significato sembrano perdersi per rinascere a nuova forma.
L’opera è stata pubblicata in moltissimi paesi, ed è considerata tra i 100 migliori fumetti del Novecento.
Paul Karasik è co-autore insieme alla sorella Judy di The Ride Together: A Brother and Sister’s Memoir of Autism in the Family. È stato redattore associato nella rivista “Raw”, i suoi fumetti sono stati pubblicati sia sul “New Yorker” che sulle riviste della Nickelodeon; ha insegnato “cartooning” alla “School of Visual Art” di New York.
Durante l’incontro, l’autore spiegherà il processo di adattamento della storia di Paul Auster. Sarà possibile acquistare il libro autografato.
Sabato 1 ottobre dalle ore 16,00 alle ore 20,00
WORKSHOP “IL FUMETTO: ISTRUZIONI PER L’USO”, A CURA DI PAOLO DEPLANO E FRANCESCO FRONGIA
Programma:
Giovedì 6 ottobre dalle ore 16,00 alle ore 20,00
“PAPERI E COMIC BOOKS”: INCONTRO CON DON ROSA, A CURA DI LUCA BOSCHI
L’autore del Kentucky, considerato uno dei più importanti fumettisti Disney del mondo, interprete e prosecutore dell’opera del grande Maestro Carl Barks, si presenta per la prima volta a Firenze in una delle rarissime occasioni d’incontro che offre in Italia a lettori, fans e studenti di comics.
Mostrando materiali e pubblicazioni, rispondendo a domande di pubblico e giornalisti, Don Rosa parla di sé e dei personaggi Disney, espone le sue tecniche di lavoro, discute sull’editoria specifica della scena internazionale e dei comic book classici, dei quali è grande esperto, esegeta e collezionista.
Don Rosa inizia la sua carriera di cartoonist durante gli anni dell’università, realizzando il lungo serial umoristico a fumetti “Captain Kentucky”. La sua prima opera disneyana è Uncle Scrooge: “The Son of the Sun”. Presente in modo costante sul mensile della Disney-Italia “Zio Paperone”, Don Rosa è noto soprattutto ricostruire con curiosità, divertimento e passione l’irresistibile accumulo di ricchezze di Zio Paperone. Nelle sue avventure più celebri racconta episodi della vita del multiplurifantastiliardario Paperon De’ Paperoni prima di diventare tale, ricostruendone sin dalle origini la sua lunga e travagliata vita. L’eccezionale Saga di Paperon de’ Paperoni, che ha fatto vincere a Don Rosa il prestigioso premio Eisner Award alla convention di San Diego nel 1995, è un grande romanzo americano, portato avanti con due anni di intenso lavoro e sviluppato su 212 tavole, per conto del colosso dell’editoria europea Egmont Publishing, con sede e Copenhagen. Le opere sono di Don Rosa sono tradotte in tutto il mondo in decine di lingue.
L’incontro con Don Rosa costituirà un grande evento, un’occasione imperdibile per il pubblico e gli appassionati per conoscere dal vivo un autore che continua a fare la storia del fumetto Disney nel mondo!!!
Numero massimo di partecipanti: 80
Venerdì 7 ottobre dalle ore 16,00 alle ore 20,00
WORKSHOP “SIMBOLOGIA SOGGETTIVA DEL COLORE ”
A CURA DI FRANCESCO CIAMPI:
Francesco Ciampi, fumettista (Heavy Metal, Blue, Vittorio Pavesio Productions) illustratore, pittore, un autore eclettico e sperimentale.
Programma:
Sembra una noia mortale… però è divertente!
Sabato 8 ottobre dalle ore 16,00 alle ore 20,00
INCONTRO CON GLI AUTORI DEL “PESO DEL MARTELLO”
Presentazione della rivista autoprodotta dagli studenti della Scuola Internazionale di Comics di Firenze. Per ulteriori info: www.pesodelmartello.altervista.org
Redattore: Giorgio Trinchero, Autori: Paolo Deplano, Giulia Bertan, Marco Tavarnesi, Francesco Rossi, Nicola Saviori, Valerio Pastore, Laura Camelli (vincitrice della Borsa di Studio nell’Anno Accademico 2004/2005)
Programma:
Hai una matita? Hai una gomma? I fogli te li diamo noi, alla fine di queste 4 ore avrai prodotto una tavola a fumetti!!!
I migliori elaborati saranno pubblicati sul prossimo numero del “ Peso del Martello”.
Siamo lieti di invitarVi all’inaugurazione dell’evento COMICS CONTEST che si terrà giovedì 29 settembre ore 16,00 presso la Sala Altana- Ex Convento delle Leopoldine, Piazza Tasso, 1 Firenze (zona San Frediano).
Ingresso libero.
Per partecipare agli workshop è consigliabile inviare una mail con la richiesta di partecipazione a firenzecomics@scuolacomics.it , comunicando alla nostra segreteria: nome e cognome, telefono, giorno/i del workshop al quale si intende partecipare.
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