Prodotto interamente in Corea, un progetto che ha visto impegnati insieme animatori sia del Nord che Del sud, "Empress Chung" è un lungometraggio che ha recentemente debuttato nelle sale coreane e si appresta ad essere presentato al Festival di Ottawa il mese prossimo.

Tratto da una leggenda coreana, narra del sacrificio di una ragazza volto a restituire la vista al padre cieco. Dalle immagini in rete sembra che la trasposizione sia oltremodo "disneyana", se non altro per la presenza di un nutrito gruppo di "animaletti simpatici".

Ideato e prodotto dal regista e animatore Nelson Shin, è stato realizzato interamente come animazione "tradizionale" (e qui, con tradizionale, credo s'intenda animazione 2D).
Proiettato a partire dal 12 agosto in Sud Corea, a partire dal 15 agosto in Nord Corea in concomitanza con i festeggiamenti per il sesantennale della liberazione dal dominio giapponese.
Sito ufficiale: http://www.empresschung.com/ in coreano e inglese. Tuttavia la parte inglese pare non funzionare.

Cinema
Italia
Un racconto di 160 pagine tra astronomia e fantascienza. La curiosità scientifica, le avventure oniriche del piccolo Tentarou e dei suoi due amici, animali antropomorfi: la gattina Nyanko e il cane Pichikun.
Kasei Tanken (Spedizione su Marte) di Ooshiro Noboru, alle matite, e di Asahi Tarou alla sceneggiatura, è un'opera a metà tra il didattico e il fantascientifico dividendosi tra le spiegazioni sulla natura di Marte, impartite al protagonista dal padre scienziato e dal responsabile dell'osservatorio astronomico, e l'esplorazione di una versione fantastica del pianeta rosso, relegata al mondo onirico e all'immaginazione.
Si passa così da spiegazioni, domande e confronti, anche con l'ausilio di fantascientifiche sale in grado di simulare la gravità e le condizioni atmosferiche del pianeta rosso, alla visita della favolosa città dei marziani, piccoli omini mangiatori di pomodori, dalle peculiari caratteristiche.
Due anime così differenti sono ben collegate e organiche, con il sogno di Tentarou basato sulle informazioni ricevute durante la visita all'osservatorio nella prima parte, che emergono a tratti, in modo fantastico applicate ad un immaginario onirico; e il dialogo del giorno seguente, racconto del figlio al padre scienziato, che tra il divertito e il sorpreso confuta la veridicità della presunta spedizione.
Il ricorso al sogno ricorda l'opera di McCay. Tuttavia, mentre le straordinarie visioni di McCay sono fantastiche e assurde, appunto facenti parte della sfera onirica, il sogno di Ooshiro è sì fantastico, con i tre protagonisti e gli ospiti alieni che volano nei cieli di Marte senza supporto alcuno, ma cerca di conservare una sua "verosimiglianza". Presenta inoltre legami con il vissuto del sognatore, qui raccontato.
Il sogno di Ooshiro non è completamente fantastico ma rientra in parte nel fantascientifico e diventa un espediente per rendere "realistica" sia la presenza dei marziani che la fuga, volo di ritorno del protagonista e dei suoi due amici a bordo di un'astronave per gli anni '40 sicuramente avvenieristica.

Kasei Tanken, o Kuwasei Tanken come suggerisce la lettura fonetica sul volume originale, è ritenuto essere il primo fumetto giapponese di fantascienza. Ad esso, come al resto del lavoro del maestro Ooshiro Noboru si sono ispirati generazioni di fumettisti, a partire da autori del calibro di Tezuka Osamu e Matzumoto Leiji.

Reperibilità: Credo sia un'impresa reperire l'originale edizione del 1940. Tuttavia il volume pare essere regolarmente ristampato e quindi di facile reperibilità. L'ultima ristampa, edita nella collana Shogakukan Creative, è identico all'originale, con tanto di custodia e stampa interamente a colori.
Katsura è senza dubbio ossessionato dai super eroi, in particolare da Batman. Con questo Zetman riprova infatti a mettere in scena una storia super eroistica dopo gli scadenti risultati ottenuti con le opere precedenti.
Tra mutanti, mutati e uomini creati dal nulla, questa volta pare che l'autore e il suo studio siano riusciti a centrare il bersaglio. Infatti è il fumetto super eroistico americano che traspare da queste pagine, naturalmente filtrato dalla diversa sensibilità nipponica; soprattutto, dalla sensibilità dell'autore.
Lacrimoni e botte quindi, situazioni e personaggi estremi ma altrettanto stereotipati, da telefilm, tipici di Katsura.
Il passaggio al diverso modo di far fumetto dei giapponesi, mantenendo le situazioni di certo fumetto d'azione americano, risulta straniante per il diverso ritmo della narrazione.
Sembra un po' pinocchio coi mostri nelle pagine iniziali con le vicissitudini di Zet da bimbo e tematiche già presenti in Video girl Ai.
Pinocchio pare alla fine diventare un bambino vero, trasformandosi un poco nel mostro di Frankenstein.
Non brilla certo di originalità lo scenario nel quale si muovono i personaggi, tra mostri creati dall'uomo e sfuggiti al controllo; alcuni votati a una vita pacifica e altri, impazziti, al massacro indiscriminato.
Tuttavia questo Zetman sembra non risentire delle scarse capacità dimostrate dall'autore nei lavori precedenti, probabilmente
per via di un supporto positivo da parte dello studio K2R, citato esplicitamente negli accrediti.
Discutibile il quarto volume, l'ultimo pubblicato finora, nel quale il fumetto si trasforma per un buon numero di pagine in un videogame a metà tra il "platform" e il gioco di ruolo alla "Zelda", con inserti splatter e porno. Sì, porno: l'autore non si accontenta più di disegnar culetti, pin up da rivista per ragazzi e distribuire fanservice, disegnando brevi e rigorosamente inutili scene hard.
Zetman è probabilmente il miglior fumetto di Katsura mai pubblicato in Italia e, con buona probabilità, mai realizzato dall'autore.
Chi apprezza i temi cari a questo fumettista potrebbe dargli un'occhiata senza rimanerne deluso.
voto 5.5

Sarà ristampata in ottobre la biografia del fumettista e animatore Windsor McCay, curata da John Canemaker.
"Windsor McCay: His life and art" è stata pubblicata originariamente nel 1987. La nuova edizione, edita da Harry N. Abrams inc., rivista e ampliata, raggiungerà le 272 pagine; 48 in più dell'edizione precedente. Il prezzo di copertina del volume, in edizione cartonata, è di 40 dollari.

Anime
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Anime
Una ragazza e un topo umanoide con quattro braccia alla ricerca del Graal, dell’unico anello, delle sette sfere del drago, di quello che vi pare.
Parte come una riproposizione della "cerca" questo fumetto della coppia Enoch, Alberti. Nulla di male, se non fosse che tutto quello che si legge in Morgana è cliché del fantasy o del filone fantascientifico avventuroso: sia letterario, che fumettistico, che cinematografico.
A partire dalle noiosissime "armi nere", delle quali sono piene le pagine della letteratura fantastica e n'è saturo l'immaginario da tempi di Elric di Melnibone; il tema del "prescelto" e l'Incal della coppia Jodorowsky Moebius che fa capolino nell'ultimo
volume, forse concludendo l'elenco degli artefatti in prestito.
Per arrivare alla sceneggiatura, da manuale del fumetto d'azione, con il finale della prima trilogia che più tipico e scontato
non si può.
Non che dalla "cerca" del primo volume al cliffhanger finale ci sia di meglio. Una coppia di ragazzini alla prima cotta adolescenziale separati da una non ben identificata azione militare, cospirazioni per prendere o restaurare il potere, stratificate una sull'altra nella maniera più semplice, una "più segreta" dell'altra. Combattimenti di scuola "dragonball" (quindi Akira); o supereroistica/cosmica, la sostanza non cambia di molto.
Con idee così consunte dall'uso credo sia difficile ottenere qualcosa di meglio. Certo è che gli autori non sono riusciti a rendere un minimo interessante il risultato del loro lavoro.
A questo fumetto potrebbero dare un'occhiata gli appassionati del genere fantasy con commistioni fantascientifiche o gli amanti di certa fantascienza "alla francese", perché ben realizzato; tuttavia si troverebbero a leggere cose che hanno già visto o letto innumerevoli volte.
Una minestra riscaldata, insomma; un prodotto non molto diverso da quello che spesso di vede servito nei mensili da edicola adattato al formato del "cartonato". Peccato per gli interessanti design di Alberti.
voto 5.5
Appunti: Un piccolo particolare riguardo la verosimiglianza delle azioni. Naturalmente parlando di verosimiglianza intendo le regole che ha stabilito l'autore e che solitamente vengono accettate dal lettore.
Per esempio, nel Dragonball di Toriyama, per parlare di casi estremi, visto quello che mi racconta l'autore dei personaggi non mi meraviglierei nel vedere uno di questi distruggere un pianeta con un rutto. Questo al dilà dello squallore di una tale scena e delle esagerazioni alle quali arriva quel fumetto.
In Morgana, invece, risulta assolutamente spiazzante vedere la protagonista parare un missile diretto al petto (!) con la famosa spada nera e uscirne assolutamente illesa. Quando nulla prima d'ora ci aveva lasciato pensare che una spada potesse essere una valida difesa antimissile e che la protagonista potesse con relativa facilità, equipaggiata della sua armatura "magica", affrontare mezzi aerei d'assalto e armamenti navali.
Anime
Mainichi Interactive riporta la scoperta di quello che sembra essere il cortometraggio più vecchio della storia dell'animazione giapponese. Ritrovato recentemente in Kyoto, secondo l'esperto d'iconografia Matsumoto Natsuki e lo storico dell'animazione Tsugata Nobuyuki, entrambe dell'Università dell'arte di Oosaka, il breve episodio animato potrebbe essere di dieci anni più vecchia del "Imokawa Mukuzō. Genkanban no maki" di Shimokawa Hekoten, datata 1917.
Composto da cinquanta fotogrammi disegnati in inchiostro nero e rosso su celluloide, rappresenta un marinaio che scrive i caratteri di "Katsudou shashin" (animazione) e poi saluta levandosi il cappello.
L'autore del cortometraggio rimane sconosciuto.

Fumetti
Primo film del sodalizio tra GDH (Gonzo Digimation Holding) e Fuji Television, con la benedizione di Time Warner. Tratto da una serie di fortunati romanzi fantasy scritti da Miyabe Miyuki, Brave story è il primo di una serie di film mirati al mercato ora occupato esclusivamente dai colossi Pixar, Disney, Dreamworks e dallo Studio Ghibli.
Il film narra delle avventure del piccolo Wataru; vittima di una tragedia familiare, invitato da un folletto nel mondo della Visione, per salvare la madre morente e se stesso da un destino terribile parte alla ricerca della "Torre del Fato", nella quale si dice viva una dea in grado di esaudire i desideri degli uomini.
Un film rivolto alle famiglie e, soprattutto, ai bambini più piccoli, che miscela avventura e scoperta di se stessi come nella migliore tradizione.
La "prima" di questo lungometraggio è prevista per l'estate del 2006. Nel frattempo, sul sito ufficiale, è possibile vedere un trailer (per accedervi, il link centrale).
Di Brave Story esiste anche un adattamento a fumetti, ad opera di Ono Youichirou.

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