d/visual ha annunciato la ristampa della vecchia colonna sonora italiana di Ufo Robot Goldrake (Grendizer per gli amici). Un prodotto dedicato ai fan nostalgici della serie di Nagai che raccoglie le sigle televisive italiane e una serie di canzoni ognuna dedicata a un personaggio diverso del cast.
A quanto pare il disco sarà distribuito in due versioni: una curata da Warner e un'edizione "speciale" distribuita nelle fumetterie che conterrà un'intervista a chi, al tempo, portò Goldrake in Europa. L'uscita è prevista in agosto (?!).
Una misteriosa e assassina accompagnata da un monaco a caccia di mostri e spettri nel Giappone Tokugawa.
Una guerra sotterranea tra umani e Tama, demoni che infestano interi villaggi o intere magioni con l'inganno e la paura, arrivando a minare le basi stesse del paese attraverso la presa sullo shogunato.
L'atmosfera delle storie di fantasmi tradizionali come lo "Hyakumonogatari" o, più semplicemente, il Dororo di Tezuka, è conservata e riletta attraverso occhi occidentali.
Versione occidentalizzata del Giappone nel comportamento, negli atteggiamenti della gente e nello spirito della storia, quindi.
Il design dei personaggi e dei mostri, via di mezzo tra la scuola Disney e il tratto del fumetto francese di taglio umoristico, si sposa con sfondi che sono rilettura molto suggestiva, in chiave talvolta fantasy, dei paesaggi e delle scene di vita dello "ukiyo e", ottenendo di alleggerire la componente horror della storia in favore di quella fantastica e d'azione.
Ho apprezzato molto la scelta degli autori di non far comportare i personaggi come giapponesi presunti, lasciando fuori quella "orientalità" ostentata che in molte produzioni americane suona come vuota e ridicolmente falsa, evoluzione politicamente corretta del "mandarino malvagio" che parla con la "elle".
Un fumetto che rilegge in maniera adeguata e convincente l'horror tradizionale giapponese a base di fantasmi trasformandolo in un fantasy d'ambientazione nipponica; "fumetto in costume" con delle ottime "scenografie".
voto 7
"Linee di montaggio"? Di che vado farneticando?
Della possibilità di stilizzare, all'estremo, la sequenza d'inquadrature o di particolari che formano il risultato montato in una linea generalmente spezzata, ne accenna il regista e maestro sovietico Sergej M. Ejzenstejn nei suoi scritti dedicati all'argomento.
La "linea" alla quale alludo nella mia recensione del primo volume de "L'anello dei 7 Mondi" di Gualdoni, , Clima, Piana, Turotti (qui, anche qui) è formata dal movimento della protagonista Luce attraverso le strutture del "circo dell'aria" fino alla partenza del monoplano e allo "stacco" su altri personaggi.
Oltre a rappresentare la corsa della ragazza, esprime la vitalità del personaggio e ottiene l'effetto di presentare con brevità ed efficacia la comunità del circo, che risalta come una grande famiglia nella quale la ragazza in movimento è ben voluta e amata, generalizzando in una certa misura il concetto metaforizzato.
No, non farnetico;o forse si, a voi la scelta :P
Anime
Molti autori giapponesi hanno l'abitudine di mettere in appendice alla versione in volume delle loro opere delle strisce, la versione giapponese delle stesse composta da quattro vignette verticali chiamata yonkoma, a raccontare qualche aneddoto più o meno divertente della produzione del fumetto.
Shimamoto decide di fare il contrario costruendo un fumetto sulle vicissitudini di produzione di uno studio apparentemente fittizio, la Honoo Pro, e mettendo in appendice il fumetto che avrebbe dovuto scrivere.
Diversi generi s'incrociano: fumetto d'azione con super eroi (alla Kamen Rider), fumetto sportivo e un genere che non ha mai fatto capolino in Italia (per fortuna): quello per così dire "lavorativo", nel quale si descrive con serietà la vita di artigiani o cuochi con eccezionali doti...
La miscela risultante è un fumetto d'azione che raccoglie le assurdità, i sacrifici estremi tipici del manga sportivo e di combattimento trasferendoli sul mestiere di fumettista, che diventa eroico, pericoloso, addirittura mortale, ottenendo un effetto fortemente dissacratorio.
Shimamoto passa in rassegna deformando con l'eccesso le figure che fanno parte del mondo del fumetto nipponico e quelle che orbitano attorno ad esso, dalla redattrice col pugno di ferro alle fan/fanzinare "infestanti" dall'inquietante somiglianza con spettri o kappa del folclore nipponico.
Come solito la diluizione dell'idea, seppur buona, negli almeno tredici volumi della serie non giova affatto.
Un fumetto interessante e soprattutto diverso da quelli che gli editori nostrani tendono solitamente ad importare. La controindicazione è che si tratta di un concentrato di tutto quello che si stacca di più dalla cultura occidentale presente nel manga. Da avvicinare con cautela, quindi.
voto 6.5

Mentre qualcuno continua ad importare fumetti francamente inutili, l'adattamento dall'animazione di Hoshi no Koe (la voce delle stelle), annunciato da d/visual, e l'adattamento a fumetti di Wolf's Rain, annunciato da Shinvision, quello che viene indicato dai fan come il lupo cattivo degli editori in Italia decide di fare un bel regalo ai lettori; o di giocare un brutto tiro, dipende dai punti di vista.
Panini Comics ha recentemente annunciato la futura pubblicazione (ripubblicazione se si considera il fallimentare tentativo di qualche tempo fa) di Crayon Shinchan di Yoshito Usui. Benché nella presentazione venga affiancato a Calvin & Hobbes e ai Peanuts, da quello che mi ricordo non c'è alcuna influenza e somiglianza con le strisce americane. Si parla di una piccola peste che combina guai in famiglia e in società; lo spirito che anima le tavole è fortemente nipponico. Tuttavia degno di nota. Da provare.
Yamato Video, dal canto suo, ha annunciato una recente serie a fumetti di Yoshikazu Yasuhiko, autore ampiamente dimenticato salvo qualche fugace apparizione con storie brevi, salvo Gundam... Intitolata Alexandros, un unico volume sulle gesta di Alessandro il Grande.
Nel mentre, una delle poche serie a fumetti giapponesi leggere e degne di lettura perché un po' diverse dal solito subisce un ritocco, al rialzo, sul prezzo di copertina. Si tratta del divertente, assurdo e molto nipponico Manga Bomber di Kazuhiko Shimamoto, una buona idea che subisce la solita diluizione in infiniti volumi...
Un cavaliere errante una volta re in cerca della propria identità e in cerca di un gruppo di potenti artefatti in grado di concedere una "seconda possibilità" a chi ne fa uso riparando agli errori del passato.
Elias il maledetto presenta una commistione di generi dal fantasy al romanzo cavalleresco con alcuni personaggi originari della
letteratura rinascimentale, lo "smilzo" e il "gigante", qui con accezione quasi "circense": il nano "giullare" e l'uomo forzuto.
Il tema della cerca, della propria identità e di una possibile via di redenzione, la sword & sorcery di Conan il Cimmero e il tema, se così si può chiamare, della "raccolta delle carte" s'intrecciano in una trama interessante.
Particolare la natura degli artefatti, un set di carte/tarocchi, di solito facente parte dell'immaginario del fumetto e dell'animazione giapponese, spesso legato al merchandising.
Elemento ben inserito e organico con gli altri, che perde totalmente la sua connotazione di "collezionismo"; l'obbiettivo della cerca non è l'ottenere un mazzo completo come nelle produzioni a cui accennavo più sopra.
Il completamento della "collezione" è un semplice mezzo, non l'obbiettivo.
Inoltre le carte/tarocchi vengono utilizzate attivamente in combattimento, evenienza estremamente particolare nel contesto di un fantasy di stampo squisitamente occidentale. La sorpresa è che funziona bene.
Mastantuono e Corgiat costruiscono la storia passando con estrema disinvoltura dal raccontare principalmente col testo nelle scene "statiche", dialoghi fitti e narratore, all'immagine con raro dialogo nelle scene d'azione permettendo in ogni caso una lettura estremamente scorrevole.
Quello che stupisce di più è l'estrema "densità" del racconto: in un volume di cinquantasei pagine viene raccontato molto e vengono descritti molti combattimenti, tutti risolti in maniera più che convincente in spazi minimi (nello spazio necessario, direi).
Un romanzo grafico piacevole da leggere, estremamente ben realizzato, con una storia interessante che promette sviluppi.
voto 7.5

Cartoonbrew segnala e consiglia la visione del cortometraggio utilizzato come apertura del Annecy International Animated Film Festival 2005. Intitolato "Le Building", è stato prodotto da alcuni studenti della scuola d'animazione francese Gobelins.
Qui il fimato, in formato quicktime, sia in streaming che per il download: http://www.le-building.com/
"Il Male - Esercizi di pittura crudele" è la mostra organizzata da Vittorio Sgarbi presso la Palazzina di Caccia di Stupinigi, Torino, che raccoglie una serie di opere di notevole impatto emotivo che hanno in comune il Male e la crudeltà.
Alzi la mano chi sapeva che nel gruppo delle opere è presente anche un certo numero di tavole a fumetti per la maggior parte di autori italiani. Io no, e visitando la mostra mi sono trovato di fronte a questa piacevole sorpresa. A memoria (scarsa): Toppi, Crepax, Liberatore, Pazienza, Jaccovitti e altri presenti con una serie di tavole a mio parere qualche volta poco significative. Estremamente significativa invece la loro presenza, anche se nell'ultima sala, come alleggerimento (necessario, vi assicuro).
Chi è interessato a visitare la mostra s'affretti perché la data di chiusura è il 26 giugno!
Per gli orari e la presentazione della mostra, guardate qui: http://www.skira.net/bollettino-arte.php?cod=302&year=2005
Térmite Bianca, non Termite. A quanto pare si tratta dell'insetto, non del minerale ferroso.
Questo fumetto apre con una sequenza d'azione il cui unico scopo è stupire il lettore con una grandiosa entrata in scena della protagonista prima che venga dimenticata per il resto del volume.
Posso dire solo una cosa di quest'apretura: che oltre ad essere un poco gratuita, è brutta e piuttosto statica con l'eroina inseguita che schiva missili quasi correndo sul posto.
Dimenticando l'inciampo iniziale e proseguendo nella lettura, niente da dire a parte un'inquadratura che oserei definire ardita e che richiede un poco di studio per essere compresa.
Qualche esperimento nell'uso della luce e un'interpretazione/realizzazione discutibile delle linee cinetiche.
In un lontanissimo futuro due razze, una terrestre e una marina, competono e combattono per il dominio del mondo.
Su di loro incombe, a mo' di maledizione, una malattia genetica che l'inimicizia tra i due popoli può rendere fatale e portarli all'estinzione.
Il primo volume di questa serie di Bianchini, Santucci ed Evangelisti, narra della nascita della protagonista come chiave per la cura della malattia, rappresentante di un'antica razza di titani una volta padroni e creatori; e la nascita di qualcos'altro che in questo volume è solo intuito.
Una buona miscela di temi in un volume introduttivo all'ambientazione. Peccato per la falsa partenza delle prime pagine.
voto 5.5

Fumetti
Anime
La recensione qui di seguito ha subito qualche piccolo ritocco (minimo). I commenti si riferiscono alla prima stesura.
Sette mondi collegati da sette portali costituiscono l'ambientazione a sfondo di questo fumetto del quartetto Gualdoni, Clima, Piana, Turotti.
Invasioni di misteriosi eserciti probabilmente in cerca di qualcosa che giace sepolto nel cuore della città descritta in questo volume. Qualcosa che è cercato con determinazione anche da altre fazioni.
Intrighi, spettacoli circensi e incontri casuali intrecciano la vita di una serie di personaggi più o meno tutti interessanti. In particolare un'originale (ma non troppo) coppia criminale femminile.
Alcuni elementi, alcuni personaggi, sembrano concepiti sotto l'influenza dell'animazione giapponese di qualche anno fa.
Le anguste strade e gli ambienti sotterranei della città contrastano con gli enormi spazi polari ed equatoriali, e con i cieli che spesso sono unico sfondo delle vignette.
Il montaggio delle scene è spesso organizzato in vere e proprie "linee di montaggio" costituite dal movimento dei personaggi, di corsa, in fuga o "in azione" attraverso gli ambienti.
Quello lascia talvolta perplessi è il concept grafico di alcuni dei personaggi, che paiono poco espressivi.
Evenienza che acquista particolare evidenza quando uno dei piccoli protagonisti rivolge parole estremamente pesanti al genitore senza che il volto o la mimica sottolineino in modo adeguato le emozioni che una tale evenienza dovrebbe provocare. Oppure quando allo stesso personaggio viene graffiata la faccia senza che questo sembri provocargli alcun dolore.
La dilatazione temporale lascia in fuga il duo di ragazzi protagonisti senza spiegare ancora nulla degli avvenimenti.
Il volume introduttivo dei personaggi e delle fazioni che animeranno una storia ancora da raccontare di un fumetto che ha ancora da mostrare le proprie carte.
Una nota riguardo la confezione del volume: la mia copia e quelle che ho potuto vedere in fumetteria sono malamente rilegate. Sperando che sia un caso isolato.
voto 6.5
