Ririko Jyozu e Ririko, un gatto e una massaia, sono i personaggi dell'attuale campagna pubblicitaria dei condizionatori d'aria della Hitachi. Oltre ad essere testimonial, i due personaggi sono anche protagonisti di una sorta di 4koma (la stricia umoristica giapponese) pubblicato sul sito 30girl.com.
Che c'è di strano in tutto questo? Nulla, se non che la serie e i personaggi, di Iwasaki Tsubasa, pare siano piaciuti parecchio, tanto da raccogliere, lo scorso dicembre, le striscie pubblicate nel volume omonimo "30girl.com".

Idea factory ha annnunciato la nascita di una nuova etichetta, "IF Otomeito" (gioco di parole con gli ideogrammi con il quale è scritto otome(figlia, ragazzina)+ito=automate), sotto la quale verranno pubblicati videogiochi rivolti ad un pubblico femminile.
L'obbiettivo è quello di produrre giochi tratti da manga famosi e il primo dell'elenco lo è sicuramente; tratto dalla saga di Fushigi Yuugi di Yuu Watase, s'intitola "Fushigi Yuugi Genbukaiden gaiden - Kagami no miko".

La serie di tre OVA pubblicata in Italia da Shinvision non sarà, a quanto pare, l'ultima serie dedicata al guerriero di Hokuto. O meglio, non sarà l'ultima serie dedicata ai personaggi di Hokuto no Ken (Ken il guerriero).
Decisa la produzione di un film ,previsto nelle sale per la primavera del 2006, initolato "Hokuto no Ken: Raou gaiden" a quanto parededicato al fratello maggiore di Ken. A quanto pare la produzione sarà realizzata da una neonata società, la "North star pictures" fondata da Tetsuo Hara, Tukasa Hojo e Ryuuji Tsugihara assieme a Coamix.

Glass no Kamen di Suzue Miuchi, conosciuto da noi anche come "Il grande sogno di Maya", sull'onda dell'uscita del 42° volume sarà nuovamente sugli schermi giapponesi, a partire dal 4/5, con una nuova serie televisiva.
Questa volta di 52 episodi, sarà prodotta da Thomas entertainment e Tokyo movie jigyoubu. Alla regia Mamoru Hamatsu, al character design Akira Hirayama, che ha ricoperto lo lo stesso ruolo nella realizzazione della serie di 3 OVA del 1998.

Si dice Gonzo ma da un anno circa bisognerebbe dire GDH (Gonzo Digimation Holding), nata dalla fusione dello studio con i capitali di Fuji TV.
Dopo aver sperimentato con successo l'animazione digitale con la prima produzione a basso costo del genere, Ao no 6gou (Blue submarine n°6), GDH annuncia una nuova serie di OVA che si appresta, a detta loro, a iniziare una nuova rivoluzione nelle produzioni OVA e TV. La serie, ora in fase di pre produzione, impiegherà infatti personaggi in animazione 3D oltre ai "meccanismi", comuni ormai nella stragrande maggioranza delle attuali produzioni.
Realizzati a partire da modelli umani, ci si dovrà aspettare una certa ricerca del fotorealismo. Inoltre, a detta della produzione, la serie non assomiglierà alle attuali produzioni non giapponesi (cinematografiche) in animazione 3D ma conserverà il carattere delle produzioni nipponiche dandogli una "nuova vita".
Tratta da una famosa serie di romanzi di fantascienza, "Marduk Scramble" "Mardock Scramble", scritta da Ubukata Tou, già autore di "Sokyuu no Fafner", vedrà alla regia un debuttante in questo ruolo: Soejima Yasufumi che fino ad ora ha svolto il compito di direttore dell'animazione digitale in Animatrix e nel recente Gankutsuou. Il primo OVA è previsto per il 2006.

In questo periodo ho intrapreso la rilettura delle opere die Rumiko Takahashi pubblicate in Italia con l'obbiettivo di realizzare una serie di recensioni. Nell'attesa di ritrovare (chissà dove l'ho cacciato) il volume con le prime storie brevi dell'autrice mi sono dedicato alla prima opera lunga: Uruseiyatsura, conosciuto da noi come Lamu.
Mi sono reso conto che questo manga è un vero e proprio oggetto non identificato. Questo perché in Italia non è stato pubblicato nulla di comico e nessuna commedia brillante più vecchia dell'opera della Takahashi. Quindi cosa fosse il manga di tal genere prima di Uruseiyatsura non è dato saperlo.
Il volume "The world of japanese comics" di Schodt viene un poco in aiuto. Rappresentante del manga comico a base di gag intelligenti e denuncia sociale è Fujio Akatsuka, con i suoi Tensai Bakabon e Osomatsukun.
Mitsutoshi Furuya è invece autore di Dame Oyaji, manga dove un "salaryman" ha la sfortuna di aver sposato "onibaba" (la strega della montagna!), che, assieme ai figli, lo vessa e lo umilia. Da notare che questo manga, datato 1970, ridicolizza il maschio giapponese prima delle fanzine.
Gaki Deka, di Tatsuhiro Yamagami, è invece un manga colmo di scene surreali e demenziali nelle quali i personaggi si comportano da perfetti stupidi.
Un altro genere di comicità, che si potrebbe chiamare comicità da toilette, è quello di Kazuyoshi Torii: Toiretto Hakase, fumetto che narra le avvnture del professor Toilette e del suo assistente, che ogni giorno si confrontano con terribili odori e ogni sorta di escremento.
Rimangono serie come Doukuman's Aa! Hana no Ooendan, che narra le disavventure di una squadra di cheerleader maschile scolastica. Donne mostruose e sottile ridicolizzazione del maschio giapponese (prima di Waterboys) sono il leit motif di questo fumetto.
A parte questi ultimi due, nei quale si può riconoscere Enomoto di Shunji Enomoto (pubblicato in Italia da Magic Press), negli altri si possono riconoscere alcuni degli elementi di Uruseiyatsura.
La Takahashi aggiunge a questo il suo background di fanzinara. Quindi immagini assolutamente surreali (dal primo yayoi?) e una pioggia di ragazzine da fanzine in uno dei primi manga a portare questi temi al grande pubblico.
Dagli anni '30 agli anni '60 l'industria americana si è spesso avvalsa degli studi d'animazione per la realizzazione di spot pubblicitari.
Sugli archivi Prelinger, ospitati da Archives.org, è possibile vedere cinquantotto di questi cortometraggi, realizzati da studi quali quello dei fratelli Fleischer o dagli studi di John Sutherland.

I filmati, di pubblico dominio, sono sia visibili in streaming, sia scaricabili in diversi formati.
Una curiosità. Gli archivi Prelinger, oltre ad ospitare questi filmati, ospitano una ricca collezione di filmati educativi d'epoca. Qualcuno si ricorda i terrificanti filmati scolastici che talvolta venivano "citati" nei Simpson? Beh, titoli come "A come atomo" e "Tutto sta a sapere come", nel quale un ragazzo impara come una corretta nutrizione migliora il suo comportamento, la sua vita sociale e il suo punteggio nel bowling, suggeriscono che Groening non abbia poi calcato tanto la mano...
Un piccolo riassetto sta interessando e interesserà questo blog e, soprattutto, la fanzine park avenue.
Target? Luna ha un target? Me lo sono chiesto dopo aver concluso la lettura del secondo numero.
La totalità dei personaggi, fatta eccezione per la protagonista che viene definita bambina ma tanto bambina non sembra, sono ragazzi e ragazze dell'università (che si comportano un po' da adolescenti). Quindi la serie pare strizzare l'occhio allo stesso pubblico che ha seguito "Rigel: Interlunium".
Tuttavia l'albo viene venduto assieme a gadget che inducono un possibile acquirente a pensare la serie rivolta ad un pubblico di ragazze molto giovani e bambine. Una serie come Witch della Disney insomma.
Non si direbbe un tentativo di offrire un prodotto a target ampio perché, al dilà del gadget, dubito che un pubblico molto giovane possa identificarsi con personaggi così grandi. Inoltre il gadget di cui sopra potrebbe aver indotto un pubblico più adulto a bollare il fumetto come infantile e a lasciar perdere.
Insomma, mi sembra che ci sia un po' di confusione, sicura fonte di equivoci che spero non si rivelino eccessivamente dannosi all'interesante progetto.
Sono il re del refuso... ho bisogno di un correttore di bozze...